Dibattito sugli UFO al Parlamento francese

Il 29 giugno 2026, l’Assemblée Nationale (equivalente francese della Camera dei Deputati) ospiterà a Parigi un convegno parlamentare pubblico dal titolo «La ricerca sui fenomeni aerospaziali non identificati: oltre le fantasie». L’evento è co-organizzato da Arnaud Saint-Martin, deputato de  La France insoumise – Nouveau Front Populaire, e da Pierre Henriet, deputato di  Horizons & Indépendants. Il dibattito si svolgerà nella prestigiosa Sala Victor Hugo, all’interno del palazzo dell’Assemblea nazionale.

L’argomento è insolito per una sede parlamentare. Non è però una novità in Francia. Dal 1977, il Paese ha mantenuto un percorso istituzionale ufficiale per la raccolta e l’analisi delle segnalazioni di phénomènes aérospatiaux non identifiés, l’equivalente francese di quelli che oggi vengono chiamati fenomeni aerei non identificati (UAP). Quella storia è iniziata con un servizio specializzato all’interno del CNES (l’agenzia spaziale francese), inizialmente chiamato GEPAN, poi SEPRA,  ora  GEIPAN (Groupe d’Études et d’Informations sur les phénomènes aérospatiaux non identifiés).[9][10]

Il titolo del colloquio mostra chiaramente il tono che si intende dare: al di là delle fantasie. Le prime notizie riportate dalla stampa e le dichiarazioni degli organizzatori indicano un approccio sobrio: non un esercizio di divulgazione spettacolare, ma una discussione seria sulla ricerca, i metodi istituzionali, le prove, la responsabilità pubblica e le condizioni in cui questo argomento può essere trattato razionalmente. Pierre Henriet ha dichiarato a LCP che l’obiettivo è dimostrare che questi fenomeni possono essere studiati razionalmente e mettere in luce il lavoro degli esperti, piuttosto che alimentare l’impressione che si stiano nascondendo segreti.[1][2][4]

Il programma riportato di seguito si basa sulle informazioni preliminari attualmente in circolazione e incluse nel documento. Elenca i relatori annunciati, non l’elenco completo degli ospiti o dei partecipanti. Diversi dettagli potrebbero ancora essere aggiornati dagli organizzatori prima dell’evento. [5][6][7][8][44]

Cosa si sa in questa fase

I seguenti punti rappresentano attualmente le informazioni pubbliche più attendibili sull’evento.[1][2][3][5][6][7][8]

Elemento Informazioni preliminari
Data 29 giugno 2026[1][2][3]
Luogo Assemblea nazionale francese, Parigi[1][2][3]
Sala Salle Victor-Hugo, secondo quanto riportato da LCP e visibile nel programma preliminare[1][7][8]
Programma riportato Il volantino elenca tre tavole rotonde dalle 15:10 alle 18:40, LCP indica una fascia oraria più ampia dalle 15:00 alle 19:00, Le Parisien riporta dalle 15:00 alle 18:30.[1][2][7][8]
Titolo in francese La recherche sur les phénomènes aérospatiaux non identifiés au-delà des fantasmes
Traduzione in italiano Ricerca sui fenomeni aerospaziali non identificati al di là delle fantasie
Organizzatori Arnaud Saint-Martin e Pierre Henriet[1][2][3]
Sostegno istituzionale indicato Il supporto preliminare è fornito dal GEIPAN; la relazione pubblica descrive anche il coinvolgimento del GEIPAN/CNES.
Stato del programma Il programma preliminare è stato diffuso online e privatamente; il testo ufficiale definitivo potrebbe ancora subire modifiche relative a titoli, affiliazioni o tempistiche.[5][6][7][8]


Il programma provvisorio: tre tavole rotonde

Il programma preliminare attualmente in circolazione è strutturato attorno a tre tavole rotonde. La prima colloca la ricerca sugli UAP in una prospettiva storica e contemporanea. La seconda si concentra sul lavoro ufficiale francese svolto dal GEIPAN e dalle Forze Aeree e Spaziali francesi. La terza amplia la discussione alle autorità pubbliche e alle risposte internazionali, compreso il confronto tra il GEIPAN e il Pentagono. [7][8]

L’introduzione e la conclusione saranno a cura di Arnaud Saint-Martin e Pierre Henriet. Il programma utilizza ampiamente la sigla francese PAN (per Fenomeni Aerospaziali Non-identificati), mentre questo articolo utilizza anche la sigla UAP per i lettori non francesi.

Orario Sessione Tema Relatori annunciati
15:10-16:15 Tavola rotonda 1 Ricerca sui PAN: storia e questioni attuali Pierre Lagrange, Dominique Pinsolle, Luc Dini[7][8]
16:15-17:25 Tavola rotonda 2 Lavoro ufficiale sugli UAP da parte del GEIPAN e delle Forze Aeree e Spaziali francesi Frédéric Courtade, Mathieu Courtaban, Jérémy Moyal, Gilles Munsch, Michaël Vaillant[7][8]
17:40-18:40 Tavola rotonda 3 Dal GEIPAN al Pentagono: attualità e risposte delle autorità pubbliche Philippe Ailleris, Sylvain Maisonneuve, Baptiste Friscourt[7][8]
Apertura e chiusura Organizzatori Introduzione e conclusione Arnaud Saint-Martin, Pierre Henriet


La Francia: una storia istituzionale speciale

Per i lettori internazionali, è essenziale premettere il contesto francese. La Francia è l’unico  paese al mondo ad aver mantenuto, per quasi quattro decenni, una struttura aperta al pubblico all’interno di un’agenzia spaziale nazionale, dedicata alla raccolta e all’analisi delle segnalazioni di fenomeni aerospaziali non identificati. L’attuale pagina web del GEIPAN sul sito del CNES descrive la sua missione: la raccolta, l’analisi e l’archiviazione delle segnalazioni di UAP, informando al contempo il pubblico. Fornisce inoltre la cronologia istituzionale: il GEPAN è stato creato nel 1977, è stato sostituito dal SEPRA nel 1988 e il GEIPAN ha sostituito il SEPRA nel 2005. [9][10]

Questo non significa che l’argomento sia semplice o incontestato. Significa che la Francia vanta una lunga tradizione amministrativa e metodologica unica al mondo. Il GEIPAN raccoglie segnalazioni, collabora con testimoni e istituzioni partner, pubblica resoconti di avvistamenti e classifica i casi in base alla qualità dei dati disponibili e alla probabilità di identificazione/spiegazione. La sua stessa esistenza offre  un punto di riferimento pubblico per un argomento che altrove è spesso frammentato tra ricercatori privati, canali militari, procedure di intelligence, giornalisti e gruppi di sostegno.[9][10]

Il colloquio del 29 giugno ha quindi due livelli. In superficie, è un evento pubblico su un argomento controverso. Più in profondità, è una prova per verificare se l’esperienza ufficiale della Francia, il lavoro accademico, le interfacce militari e le iniziative della società civile possano essere discussi insieme in un contesto parlamentare senza ridurre l’argomento né a una questione di fede né al ridicolo.

Quelle parole scelte in chiusura del titolo (“al di là delle fantasie”) sono importanti a questo proposito. Esse riconoscono il peso culturale delle narrazioni sugli UFO, rifiutando al contempo di lasciare che tale peso definisca l’intero campo. Le segnalazioni di UAP possono riguardare normali errori di identificazione, fenomeni atmosferici insoliti, oggetti di origine umana, artefatti dei sensori, eventi rari, dati incompleti e alcuni casi che sfuggono a qualsiasi classificazione. Un quadro pubblico serio non richiede conclusioni straordinarie: richiede dati tracciabili, disciplina metodologica e la volontà di mantenere aperte le domande quando le prove sono insufficienti.


Dal GEIPAN al Pentagono — andata e ritorno

Il colloquio si svolge in un contesto internazionale rimodellato dagli Stati Uniti. Dal 2017, gli UAP sono diventati un argomento ricorrente nell’ambiente politico e mediatico statunitense, con audizioni parlamentari, obblighi di segnalazione ufficiale, video declassificati e la creazione di strutture governative dedicate come l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) all’interno del Dipartimento della Difesa. Qualunque cosa si possa pensare del dibattito in corso negli Stati Uniti, esso ha reso l’argomento più visibile e politicamente più legittimo rispetto a dieci anni fa. [22][17][18]

Dalle rivelazioni del 2017 su un progetto UFO/UAP finanziato dal Pentagono, gli Stati Uniti hanno gradualmente spostato l’argomento ad un quadro pubblico e istituzionale più formale. Il Congresso ha imposto obblighi di segnalazione degli UAP, l’AARO è stato istituito nel 2022 per centralizzare la raccolta e l’analisi delle segnalazioni di UAP, la NASA ha avviato uno studio indipendente sugli UAP nel 2022 e ha pubblicato il suo rapporto nel 2023, e la legge sulla difesa nazionale (il National Defense Authorization Act) per l’anno fiscale 2024 ha creato un processo pubblico di raccolta dei documenti sugli UAP presso gli Archivi Nazionali. Più recentemente, la pubblicazione di immagini e rapporti ufficiali sugli UAP sul sito web dell’AARO e ora del Pentagono ha aggiunto a questo processo una dimensione concreta rivolta al pubblico.[22][18][19][20][21][17]

La Francia e gli Stati Uniti offrono modelli istituzionali diversi. Il modello statunitense è fortemente influenzato dalla sicurezza nazionale, dalle segnalazioni militari, dalla supervisione dei servizi di intelligence e dalla politica di divulgazione. Il modello francese è più rivolto al pubblico e storicamente legato all’agenzia spaziale nazionale, ai canali di segnalazione civili e alle indagini tecniche. Ciò non rende automaticamente un modello migliore dell’altro: rende utile il loro confronto. Il GEIPAN ha sviluppato una specifica cultura di indagine, valutazione e qualificazione delle segnalazioni anomale. Il suo lavoro non consiste solo nel raccogliere casi, ma anche nel costruire banche dati affidabili di segnalazioni relative a fenomeni sconosciuti o insufficientemente spiegati, utilizzando investigatori qualificati e reti di esperti per chiarire i limiti di ciò che può essere stabilito, ciò che rimane incerto e ciò che non dovrebbe essere affermato sulla base delle prove disponibili. [9][17][23]

Il titolo della terza tavola rotonda (“Dal GEIPAN al Pentagono”) punta esattamente a quel confronto. Tuttavia, il confronto funziona anche nella direzione opposta: dal Pentagono al GEIPAN. Il percorso americano ha creato un potente effetto internazionale di amplificazione politica e mediatica, mentre quello francese offre un modello di indagine pubblica di più lunga data. Presi insieme, questi due esempi sollevano una domanda comune: come possono le autorità pubbliche produrre conoscenze affidabili sugli UAP bilanciando al contempo politica scientifica, rischio militare, informazione pubblica, segretezza, trasparenza, qualità dei dati e controllo democratico?

Organizzatori e relatori annunciati

Le seguenti biografie combinano i ruoli indicati nel programma preliminare con le informazioni istituzionali o professionali disponibili al pubblico.

Organizzatori 

Arnaud Saint-Martin  è deputato del partito La France insoumise – Nouveau Front Populaire per la prima circoscrizione di Seine-et-Marne e sociologo della scienza e della tecnologia. Prima di entrare in Parlamento nel 2024, è stato ricercatore presso il CNRS (Centre national de la recherche scientifique, il principale ente pubblico di ricerca francese), dove il suo lavoro si è concentrato sulla sociologia e la storia della scienza e della tecnologia, con particolare attenzione alle attività spaziali, all’astronomia, alla politica spaziale e agli immaginari culturali e politici legati all’esplorazione spaziale. All’Assemblea Nazionale, è membro della Commissione per la difesa nazionale e le forze armate, membro dell’OPECST — l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques, ovvero l’Ufficio parlamentare per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche — e vicepresidente del gruppo di studio parlamentare sull’aeronautica e lo spazio. [11][13][14][15]  Il suo background combinato di parlamentare e sociologo della scienza è fondamentale per l’impostazione del colloquio. Consente di affrontare le UAP non solo come fenomeni segnalati, ma anche come oggetti di conoscenza pubblica, controversia scientifica, trattamento istituzionale, competenza tecnica e responsabilità democratica. La sua esperienza negli studi di scienza e tecnologia gli conferisce una comprensione particolarmente acuta delle difficoltà sollevate da questo argomento: prove, competenza, credibilità, comunicazione pubblica, fiducia istituzionale e il confine tra indagine seria e sensazionalismo.

Pierre Henriet è deputato del gruppo Horizons & Indépendants per la quinta circoscrizione della Vandea e segretario dell’Assemblea nazionale francese. Attualmente è primo vicepresidente dell’OPECST — l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques. Formato come insegnante di matematica nella scuola secondaria, ha anche una formazione accademica in filosofia della scienza ed epistemologia. [12][13][14]  Il suo coinvolgimento conferisce al colloquio una dimensione trasversale e di politica scientifica. Avendo presieduto l’OPECST dal 2022 al 2023, e ricoprendo ora la carica di primo vicepresidente, apporta un’esperienza parlamentare all’interfaccia tra competenza scientifica, scelte tecnologiche e processo decisionale pubblico. In alcune dichiarazioni pubbliche riportate da LCP, ha definito l’evento come uno sforzo per dimostrare che l’argomento può essere affrontato in modo razionale e attraverso il lavoro di esperti, piuttosto che attraverso la speculazione o il sensazionalismo.[1]

Relatori alla Tavola rotonda 1 – Ricerca sui PAN: storia e questioni attuali

Pierre Lagrange è un sociologo e antropologo della scienza francese, noto per i suoi lavori sulle controversie, le parascienze, gli UFO, le affermazioni sul paranormale e i confini tra scienza, credenza, prova e cultura pubblica. Ha lavorato per diversi anni al Centre de Sociologie de l’Innovation presso Mines Paris, nell’ambiente intellettuale legato alla sociologia della scienza e della tecnologia, e in seguito ha proseguito la ricerca nell’antropologia e nella sociologia della cultura (oggi presso la Scuola di studi superiori in scienze sociali, EHESS).[24]  A partire dagli anni ’80, Lagrange ha studiato il campo degli UFO non principalmente come questione di credenza, ma come oggetto sociale, storico ed epistemologico: come testimoni, investigatori, scettici, istituzioni, scienziati e media negoziano lo status delle affermazioni anomale. Tra i suoi libri principali figurano La Rumeur de Roswell (1996), uno studio sociologico sulla controversia di Roswell, La Guerre des mondes a-t-elle eu lieu ? (2005), che rivisita il mito del panico di massa intorno alla trasmissione radiofonica di Orson Welles del 1938, e Ovnis: ce qu’ils ne veulent pas que vous sachiez (2007), dedicato alle narrazioni cospirative, alla segretezza e alla costruzione pubblica delle controversie sugli UFO. La sua presenza alla prima tavola rotonda apporta una prospettiva storica e antropologica di lungo periodo sulla costruzione della controversia sugli UFO/UAP in Francia e all’estero.[24][25][26]

Dominique Pinsolle  è docente di storia contemporanea presso l’Université Bordeaux Montaigne, affiliato al CEMMC — Centre d’Études des Mondes Modernes et Contemporains. Ha conseguito l’abilitazione alla direzione di ricerche nel 2024 e si occupa di comunicazione, sindacalismo, sabotaggio, storia dei media e culture politiche moderne e contemporanee.[27]  Il suo lavoro sulla stampa, la comunicazione, i conflitti sociali e la democrazia tecnica offre un’utile prospettiva storica su come si costruiscono le controversie pubbliche. Anche la questione dell’UAP è stata plasmata dalle narrazioni dei media, dagli archivi, dalle dichiarazioni ufficiali o dai silenzi, dalle aspettative del pubblico e dai mutevoli contesti comunicativi.

Luc Dini è un ingegnere aerospaziale e della difesa con una lunga esperienza professionale nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa, tra cui difesa missilistica, difesa aerea, guerra elettronica, sistemi di sorveglianza, ingegneria di grandi sistemi e sviluppo commerciale nell’ambito dell’ e internazionale. La sua carriera comprende collaborazioni con il settore della difesa francese, Thomson-CSF e Thales Air Systems, dove ha ricoperto posizioni dirigenziali nei settori dei sistemi, della strategia e dello sviluppo commerciale della difesa missilistica.  All’interno dell’Association Aéronautique et Astronautique de France (3AF), è diventato presidente della commissione tecnica SIGMA2 a partire dal 2013. SIGMA2 si concentra sullo studio tecnico dei casi di UAP, in particolare su “elementi osservabili concreti” quali tracce fisiche, dati radar, informazioni dei sensori e prove relative al settore aerospaziale. La commissione ha prodotto rapporti tecnici e di attività esaustivi, e la presenza di Dini apporta alla discussione una prospettiva ingegneristica aerospaziale e della difesa, integrando gli approcci storici e delle scienze sociali.[28]

Relatori alla Tavola rotonda 2 – Il lavoro ufficiale sugli UAP da parte del GEIPAN e delle Forze Aeree e Spaziali francesi

Frédéric Courtade  è a capo del GEIPAN dal 2024. Laureato in scienze dei materiali, ha seguito una carriera sia tecnica che manageriale presso il CNES, che comprende vent’anni di esperienza e ricerca sull’hardware spaziale all’interno del laboratorio di esperti del CNES, cinque anni dedicati allo sviluppo di strumenti scientifici per la planetologia e l’esobiologia, e quattro anni alla guida del servizio responsabile dei meccanismi spaziali e delle apparecchiature di controllo dell’assetto dei satelliti.[9][10] All’interno del GEIPAN, il suo ruolo non consiste solo nel gestire un team composto da personale del CNES e da volontari impegnati, ma anche nel mantenere un metodo di lavoro rigoroso e trasparente. La sua posizione pubblica pone l’accento sulla dimostrabilità tecnica e scientifica, sulla solidità metodologica, sul rispetto dei testimoni e sull’accesso pubblico ai risultati delle indagini. La sua partecipazione colloca la seconda tavola rotonda nel contesto pratico del lavoro attuale del GEIPAN: raccolta dei casi, indagine, classificazione, revisione da parte di esperti , coordinamento con le parti interessate istituzionali (rappresentanti sia militari che scientifici), informazione pubblica e archivio a lungo termine delle osservazioni UAP francesi.

Mathieu Courtaban è indicato nel programma preliminare all’interno della seconda tavola rotonda sul lavoro ufficiale del GEIPAN e delle Forze Aeree e Spaziali francesi, con affiliazione al CAPCODA. Il CAPCODA è il Centro Aereo per la Pianificazione e la Conduzione delle Operazioni di Difesa Aerea delle Forze Aeree e Spaziali Francesi, con sede presso la base aerea di Lione-Mont Verdun. Opera nell’ambito del quadro CDAOA ed è stato creato dalla fusione del Centre national des opérations aériennes (CNOA) e del Centre Air de Planification et de Conduite des Opérations (CAPCO).[29] La sua presenza annunciata indica l’inclusione di una prospettiva operativa relativa allo spazio aereo e alla difesa aerea. Ciò è importante perché alcune questioni relative agli UAP riguardano non solo l’interpretazione scientifica, ma anche la sicurezza aerea, le catene di segnalazione, i dati dei sensori, lo spazio aereo controllato e la gestione operativa di osservazioni insolite.

Jérémy Moyal è indicato nel programma preliminare come rappresentante delle Forze Aeree e Spaziali francesi. Le informazioni disponibili lo identificano come ufficiale in servizio attivo nell’Armée de l’Air et de l’Espace. Si tratta delle Forze Aeree e Spaziali francesi. Sono responsabili delle operazioni aeree e spaziali francesi, tra cui la sovranità dello spazio aereo, la postura permanente di sicurezza aerea, la pianificazione delle operazioni aeree e, dalla creazione del Commandement de l’Espace, l’integrazione delle responsabilità spaziali militari nella struttura dell’aeronautica militare.[30]  La sua presenza colloca la seconda tavola rotonda all’interfaccia tra segnalazioni civili, indagini ufficiali e consapevolezza militare dello spazio aereo. Per il pubblico, ciò è importante perché il tema degli UAP può riguardare segnalazioni operative, sicurezza aerea, piloti, equipaggi, informazioni radar o dei sensori e la protezione dello spazio aereo controllato.

Gilles Munsch è indicato come esperto e investigatore del GEIPAN. Insegnante di ingegneria meccanica in pensione, è impegnato da decenni nelle indagini sul campo, nella documentazione dei casi e nelle reti francesi di ricerca sugli UFO, tra cui organizzazioni come CVLDLN, CNEGU, SERPAN e SCEAU, oltre che come investigatore per il GEIPAN. [31][32] La sua competenza risiede nelle indagini sul campo a lungo termine e nella valutazione pratica delle segnalazioni, avendo trattato centinaia di casi nel corso di diversi decenni. La sua partecipazione apporta una prospettiva metodologica e investigativa: come vengono documentate le segnalazioni, cosa rende un caso utilizzabile o inutilizzabile, come le reti di esperti contribuiscono all’interpretazione e perché “inspiegabile” spesso significa che le prove rimangono incomplete piuttosto che si sia giunti a una conclusione.

Michaël Vaillant  è un data scientist, esperto GEIPAN da quasi vent’anni, fondatore di Meta-Connexions, creata nel 2006, nonché fondatore e presidente dell’iniziativa internazionale UAP Check nel 2023. Ha conseguito un master in Gestione dell’innovazione e un master in Architettura dei sistemi informativi. Il suo lavoro si concentra da tempo sulla strutturazione, l’analisi e l’interoperabilità dei dati relativi agli UAP, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla solidità metodologica, all’architettura dei database e alle condizioni necessarie per un’indagine scientifica cumulativa. [33][34][35]  Dal 2006, attraverso il suo lavoro con il GEIPAN, ha contribuito allo sviluppo del sito web istituzionale del servizio e del database UAP, e ha sviluppato strumenti software progettati per supportare l’analisi metodologica dei casi riducendo al contempo i pregiudizi investigativi. Dal 2023, attraverso UAP Check, si è concentrato sul rafforzamento della cooperazione internazionale e sulla promozione di buone pratiche per una scienza affidabile: dati solidi, tracciabilità, standard condivisi, servizi di dati interoperabili e accesso responsabile alla conoscenza istituzionale. Fa anche parte del comitato consultivo della SUAPS, la Società per gli studi sugli UAP. [9][36][37]

Relatori alla Tavola rotonda 3 – Dal GEIPAN al Pentagono: attualità e risposte delle autorità pubbliche

Philippe Ailleris è Senior Project Controller presso l’Agenzia Spaziale Europea, dove lavora da oltre ventotto anni. Il suo background professionale riguarda il controllo dei progetti, la pianificazione dei costi, il monitoraggio finanziario, la gestione dei rischi e la rendicontazione dei programmi nel settore spaziale europeo, compresi i progetti relativi a Copernicus Sentinel. Parallelamente alla sua carriera presso l’ESA, è attivo da molti anni nel campo degli UAP, con un interesse particolare per gli standard di osservazione, la segnalazione dei testimoni, la raccolta strutturata dei dati e la documentazione scientifica delle osservazioni aerospaziali insolite. La sua presenza alla terza tavola rotonda collega la discussione francese a più ampi sforzi internazionali volti a migliorare la segnalazione degli UAP, i protocolli di osservazione e la qualità dei dati. [38][39]

Sylvain Maisonneuve è un ex avvocato ed ex consigliere ministeriale. Formatosi in diritto pubblico, con lauree specialistiche in appalti pubblici e diritto pubblico, ha lavorato in studi legali prima di ricoprire ruoli di consulenza nei ministeri dell’economia e delle finanze francesi, in particolare in materia di commercio, vendita al dettaglio, consumatori, imprese, artigianato, ospitalità, eventi e servizi di mercato. Attualmente è direttore della strategia presso Prosol. [40]  È autore del recente libro Ovnis, l’enquête déclassifiée, dedicato agli UAP, al materiale declassificato, al Pentagono, alle pressioni del Congresso per la trasparenza e alla gestione istituzionale dell’argomento. La sua presenza alla terza tavola rotonda si inserisce in una discussione su come le autorità pubbliche rispondono alle questioni relative agli UAP al di là dell’analisi tecnica dei casi, includendo la segretezza, la gestione delle crisi, la comunicazione pubblica, il controllo democratico e l’accesso alle informazioni.[40]

Baptiste Friscourt è insegnante di arti visive nella scuola secondaria. Ha conseguito il Diplôme national d’arts plastiques presso l’École nationale supérieure des beaux-arts e attualmente studia Scienze dell’informazione e della comunicazione all’Université Bourgogne Europe. [41][42][43]  Oltre a queste attività, segue le notizie sugli UAP ed è un podcaster attivo dal 2020, successivamente attraverso il canale online francese Sentinel News, dove fornisce una copertura regolare degli sviluppi relativi agli UAP in Francia e all’estero, ed è corrispondente francese per il sito web di notizie su scienza, tecnologia e difesa The Debrief.

Una prima volta parlamentare per la scienza e l’indagine sugli UAP in Francia

Il significato principale del colloquio del 29 giugno non risiede solo nell’argomento in sé, ma nella sua cornice: una sede parlamentare, un’iniziativa trasversale, la presenza di attori ufficiali francesi, storici, scienziati sociali, specialisti dei dati, collaboratori dei media specializzati e rappresentanti della società civile, nonché un formato rivolto al pubblico. La Francia ha già affrontato in ambito parlamentare il tema degli eventi aerei non identificati o mal identificati, ma questo colloquio sembra segnare una nuova soglia: un evento parlamentare aperto, esplicitamente dedicato alla ricerca sugli UAP,  con il tema citato direttamente e senza ambiguità. [1][2][3][16]

Per decenni, i Fenomeni Aerei Non identificati sono stati spesso intrappolati tra due estremi controproducenti. Da un lato, il ridicolo e lo stigma scoraggiano testimoni, piloti, ricercatori e istituzioni dal parlare chiaramente. Dall’altro, le narrazioni sensazionalistiche possono diffondersi più rapidamente delle prove. Un colloquio parlamentare come questo può creare l’occasione per spostare il baricentro: dalla credenza al metodo, dalla segretezza all’accesso responsabile, dalle iniziative isolate alla conoscenza cumulativa, e dai silos nazionali a quadri internazionali interoperabili.

L’evento solleva anche una questione pratica che va oltre la Francia. Il GEIPAN è una caratteristica istituzionale distintiva dell’approccio francese, ma un piccolo servizio ufficiale non può creare da solo un intero campo scientifico. Per compiere progressi significativi sono necessari una migliore architettura dei dati, una rendicontazione standardizzata, la cooperazione con i canali dell’aviazione militare e civile, protocolli scientifici aperti, l’impegno accademico e lo scambio internazionale. Questo colloquio potrebbe assumere importanza se portasse a un lavoro sostenuto dopo l’evento: audizioni, follow-up parlamentare, migliore accesso ai dati, responsabilità istituzionali più chiare o rinnovate partnership scientifiche. [9][10]

Le audizioni dell’OPECST sui droni nel 2014 

Nel novembre 2014, l’OPECST — l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques — ha tenuto delle audizioni sul sorvolo di impianti nucleari francesi da parte di droni non identificati. In quanto organo congiunto dell’Assemblea nazionale e del Senato francesi, l’OPECST ha il compito di informare il Parlamento sulle conseguenze delle scelte scientifiche e tecnologiche. Il caso dei droni del 2014 non è stato inquadrato come un classico problema UAP, anche se vi si ricollega direttamente, poiché ha sollevato diverse questioni direttamente rilevanti per la gestione pubblica degli eventi aerei non identificati: come indagare su oggetti segnalati ma scarsamente documentati, come bilanciare l’informazione pubblica con i vincoli di sicurezza, come coordinare più servizi statali e come sviluppare capacità di rilevamento e risposta quando i fenomeni non rientrano nelle categorie operative esistenti. [16][13]

Le audizioni del 2014 hanno dimostrato che gli eventi aerei non identificati possono diventare questioni di politica pubblica quando si verificano all’incrocio tra infrastrutture sensibili, difesa, preoccupazione pubblica e incertezza tecnologica. Hanno inoltre messo in luce una difficoltà istituzionale ricorrente: quando un fenomeno aereo viene osservato, segnalato o dedotto, ma non chiaramente identificato, la responsabilità può frammentarsi tra attori della sicurezza, della difesa, militari, scientifici, tecnici e politici. In questo senso, il colloquio del 2026 non è un caso isolato. Esso si inserisce in una più lunga storia parlamentare francese di tentativi di affrontare gli eventi aerei non identificati attraverso indagini, competenze, responsabilità pubblica e coordinamento istituzionale.[16]

Questo confronto ha ovviamente i suoi limiti. Il caso del 2014 riguardava i droni sopra gli impianti nucleari, mentre il colloquio del 2026 riguarda la ricerca sugli UAP in senso più ampio. Ma la questione comune è metodologica e istituzionale. In entrambi i casi, le autorità pubbliche si trovano di fronte a segnalazioni aeree che richiedono documentazione, verifiche incrociate, analisi dei sensori, valutazione dei testimoni, coordinamento operativo e comunicazione attenta. La questione non è solo cosa siano questi oggetti, ma come uno Stato democratico possa organizzare la conoscenza quando gli eventi aerei non identificati sollevano contemporaneamente preoccupazioni pubbliche, scientifiche e di sicurezza.[16]

Il ruolo di UAP Check: verifica, contesto e diffusione internazionale

UAP Check opera come una rete di collaboratori e organizzazioni a livello internazionale. Il nostro valore sta nel mettere in contatto gli attori, documentare il settore, sostenere gli standard e rendere disponibili le informazioni in diverse lingue.[33][45]

Per il pubblico internazionale, un colloquio parlamentare francese sugli UAP può essere difficile da interpretare: la terminologia francese differisce da quella inglese; la storia istituzionale è specifica; il GEIPAN non ha un equivalente esatto in altri paesi; anche il contesto politico – un’iniziativa trasversale all’interno dell’Assemblea Nazionale – merita un’attenta spiegazione. UAP Check può aiutare a colmare questa lacuna fornendo una fonte verificata, multilingue e contestualizzata per giornalisti, ricercatori, istituzioni e pubblico interessato.[9][13]

La questione centrale non è che ci sia  un altro convegno sugli UAP. È se l’argomento possa essere strutturato come un campo di indagine duraturo. Ciò richiede più della semplice visibilità individuale: richiede metodi condivisi, dati tracciabili, un linguaggio cauto, correzioni aperte, memoria istituzionale e la capacità di collaborare oltre i confini nazionali e professionali.

 

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Aggiornamenti e correzioni

Questo articolo si basa su informazioni disponibili al pubblico e sul programma preliminare   in circolazione al 31 maggio 2026. Poiché l’evento è previsto per una data futura e potrebbe essere pubblicato un programma ufficiale definitivo diverso, le affiliazioni, le fasce orarie e i titoli dei relatori potrebbero essere aggiornati in seguito. [5][6][7][8][1][2][3]

Se un organizzatore, un relatore o un’istituzione qui menzionati desiderano fornire una correzione, una conferma o un titolo aggiornato, UAP Check modificherà l’articolo di conseguenza, lo aggiornerà non appena saranno disponibili nuove informazioni e registrerà la data di ogni correzione o aggiornamento sostanziale. Lo scopo è quello di mantenere una pagina di riferimento pubblica che rimanga utile, accurata e trasparente nel tempo.

Riferimenti e link alle fonti

La seguente tabella di riferimento raccoglie i link utilizzati o citati durante la preparazione di questo articolo di informazione pubblica. I numeri tra parentesi nel testo si riferiscono alle fonti numerate riportate di seguito.

Rif. Fonte / titolo Supporta
[1] LCP — Gli UFO si invitano all’Assemblea per un convegno inedito Resoconto dei media parlamentari sull’evento, la sede, gli organizzatori e l’inquadramento.
[2] Le Parisien — “Sortir du sensationnalisme”: gli UFO protagonisti di un convegno inedito all’Assemblea nazionale Anteprima della stampa mainstream e informazioni sulla tempistica.
[3] La Dépêche du Midi — UFO: il 29 giugno, un convegno pubblico organizzato all’Assemblea nazionale Copertura della stampa regionale.
[4] La Dépêche du Midi — Editoriale: OVNI, scienze e fantasie L’inquadramento editoriale della scienza e del dibattito pubblico.
[5] Arnaud Saint-Martin — Annuncio del colloquio su LinkedIn Annuncio pubblico dell’organizzatore.
[6] Arnaud Saint-Martin — Post su LinkedIn relativo alla registrazione e alle informazioni sul colloquio Iscrizione e informazioni pratiche.
[7] Facebook — post pubblico con l’immagine del programma preliminare Traccia pubblica dell’immagine del programma.
[8] Instagram — post con il programma / immagine preliminare Immagine del programma preliminare.
[9] GEIPAN — sito web ufficiale Ente pubblico francese ufficiale per i rapporti PAN.
[10] CNES — Pagina del progetto GEIPAN Contesto istituzionale del CNES per il GEIPAN.
[11] Assemblea nazionale — Profilo ufficiale di Arnaud Saint-Martin su Profilo parlamentare ufficiale e funzioni.
[12] Assemblea nazionale — Profilo ufficiale di Pierre Henriet Profilo parlamentare ufficiale e funzioni.
[13] Assemblea nazionale — Presentazione ufficiale dell’OPECST Ruolo dell’OPECST.
[14] Assemblea nazionale — Composizione dell’OPECST Attuali membri e funzionari dell’OPECST.
[15] Assemblea nazionale — Gruppo di studio parlamentare sull’aeronautica e lo spazio Contesto del gruppo di studio parlamentare.
[16] Senato / OPECST — I droni e la sicurezza degli impianti nucleari, relazione n. 267 (2014-2015) Precedente parlamentare del 2014 sui droni non identificati e le infrastrutture sensibili.
[17] AARO — Immagini ufficiali degli UAP Immagini ufficiali degli UAP e materiale relativo ai casi.
[18] Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti — Istituzione dell’AARO Creazione dell’AARO nel 2022.
[19] NASA — La NASA pubblica un rapporto sui fenomeni anomali non identificati Pubblicazione del rapporto dello studio indipendente della NASA sugli UAP, 2023.
[20] NASA — Rapporto finale del gruppo di studio indipendente sugli UAP Rapporto finale in formato PDF.
[21] Archivi nazionali degli Stati Uniti — Raccolta di documenti sui fenomeni anomali non identificati Processo di raccolta dei documenti pubblici sugli UAP.
[22] The New York Times — Aure luminose e “denaro nero”: il misterioso programma UFO del Pentagono Il 2017: un punto di svolta nel dibattito pubblico statunitense.
[23] AARO — Rapporto sui dati storici relativi al coinvolgimento del governo degli Stati Uniti con gli UAP, Volume I Rapporto storico dell’AARO.
[24] Pierre Lagrange — panoramica biografica e bibliografica Sintesi della carriera e delle pubblicazioni.
[25] La Rumeur de Roswell — riferimento bibliografico nella voce Roswell Riferimento al libro di Lagrange su Roswell.
[26] La Guerre des mondes (radio, 1938) — contesto del libro di Lagrange sul presunto panico Contesto dell’opera di Lagrange su Orson Welles.
[27] Université Bordeaux Montaigne / CEMMC — Profilo di Dominique Pinsolle Affiliazione accademica e profilo di ricerca; URL diretto del profilo da sostituire se necessario.
[28] 3AF — Association Aéronautique et Astronautique de France Contesto istituzionale di SIGMA2.
[29] CDAOA / CAPCODA — contesto della difesa aerea e delle operazioni aeree Contesto del comando della difesa aerea francese e del CAPCODA.
[30] Armée de l’Air et de l’Espace — sito web ufficiale Contesto istituzionale delle Forze Aeree e Spaziali francesi.
[31] SCEAU / Archives OVNI — conservazione degli archivi ufologici Iniziativa di conservazione degli archivi.
[32] Jacques Scornaux — SCEAU / Contesto degli Archivi OVNI Fonte secondaria sulla storia dello SCEAU e sui depositi d’archivio.
[33] UAP Check — sito web ufficiale Organizzazione e piattaforma di pubblicazione.
[34] Meta-Connexions — sito web ufficiale Azienda fondata da Michaël Vaillant.
[35] SUAPS — Il nostro team / Comitato consultivo Ruolo consultivo di SUAPS.
[36] U-Sphere — Metodologia di analisi dei fenomeni i inspiegabili Strumento metodologico e quadro di analisi dei casi i.
[37] GEIPAN / CNES — Analisi spaziale dei modelli puntuali dei fenomeni aerei non identificati in Francia Lavoro statistico sui dati GEIPAN.
[38] ADS — La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali e sottomarini non identificati (UAP) Articolo di revisione scientifica.
[39] arXiv — La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali e sottomarini non identificati (UAP) Versione preprint aperta.
[40] Albin Michel — Pagina dell’autore Sylvain Maisonneuve Biografia dell’editore e informazioni sul libro.
[41] YouTube — Canale Sentinel News Canale video di Sentinel News.
[42] Sentinel News French — Informazioni Presentazione della testata online.
[43] Sentinel News French — Archivio Archivio della pubblicazione.
[44] Sentinel News — L’Assemblea nazionale ospiterà… Annuncio dell’evento sui media specializzati.
[45] UAP Check — 20 marzo 2024: la prima Giornata europea degli UAP UAP Check Contesto delle attività europee.

 

 

USA: l’inizio della “disclosure”?


Venerdì 8 maggio, dalle 9.40 del mattino (ora di New York) il sito web del ministero della difesa degli Stati Uniti (di recente ribattezzato Dipartimento della Guerra) ha reso accessibile una pagina intitolata “UFO”, dalla quale è possibile visionare e scaricare i primi 161 casi o documenti, sulla base di una richiesta del presidente Donald Trump e nell’ambito della più generale promessa di trasparenza e apertura degli archivi pubblici relativi a vari misteri (omicidio Kennedy, Epstein files, ecc.).

Si tratta di documenti (a volte ampi, a volte estremamente sintetici) accompagnati da una breve scheda descrittiva e, in molti casi ma non in tutti, da indicazione di luogo e data a cui l’evento si riferisce. I documenti provengono non tanto dalle forze armate, ma da vari enti o uffici della pubblica amministrazione: Dipartimento di stato, Dipartimento della guerra, FBI, NASA.

Secondo quanto indicato nella pagina introduttiva, il Pentagono sta sovraintendendo un ampio programma (battezzato PURSUE: Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters) di reperimento, esame, identificazione, declassificazione e pubblicazione relativamente a rapporti non identificati di  UAP o documentazione storica in possesso dei vari rami del governo federale, con la precisazione che per casi “non risolti” si intendono quelli per i quali l’amministrazione pubblica non è stata in grado di determinare la natura dei fenomeni osservati (“per varie ragioni, fra cui la mancanza di dati sufficienti”). Si parla di uno sforzo senza precedenti, che coinvolge decine di enti e l’esame di milioni di documenti su un arco di molti decenni, e quindi questo è solo un primo rilascio parziale, che proseguirà in futuro.

Il concretizzarsi del rilascio, più volte annunciato, ha prodotto reazioni diversificate, a parte il prevedibile e ampio risalto mediatico. In particolare, i fautori della “disclosure” (spesso intesa come “rivelazione” più che come “declassificazione”) si sono divisi tra chi manifesta entusiasmo per questo “cambio di paradigma” e chi già sospetta che si tratti solamente di un depistaggio, limitato a documentazione non compromettente.

In realtà, non si tratta esattamente di una “prima volta”: già sessant’anni fa i militari americani avviarono un processo teso a liberarsi dell’argomento UFO agli occhi del pubblico: prima con l’appalto di uno studio scientifico triennale a un’università, poi con la chiusura dell’ufficio che (all’interno dell’intelligence dell’Aeronautica militare) fin dal 1947 aveva svolto la funzione di raccolta e analisi degli avvistamenti UFO, infine con il rilascio pubblico del suo intero archivio (centinaia di migliaia di pagine relative a oltre 12.000 casi) agli Archivi Nazionali.

Non che le forze armate americane avessero però cessato di occuparsi delle segnalazioni: perlomeno quelle di personale o strumentazioni militari hanno ovviamente continuato a essere raccolte e analizzate, nell’ambito dei compiti istituzionali della Difesa. E da oltre cinquant’anni gli studiosi civili hanno dato la caccia e spesso ottenuto il rilascio di documenti relativi a tali attività, sulla base della normativa sulla libertà di informazione (Freedom of Information Act).

A dicembre 2017 è però intervenuta una svolta: a seguito di un clamoroso articolo-inchiesta pubblicato sul New York Times, si è creato un “effetto valanga” che ha riportato l’argomento UFO (ribattezzato UAP) al centro dell’attenzione dei mass media, del pubblico, del dibattito politico e perfino di un certo interesse accademico, come abbiamo più volte riportato in questi anni. Già nel 2020 le pressioni politiche hanno portato il Ministero della difesa americano a riaprire un ufficio incaricato, fra l’altro, di accentrare e analizzare le segnalazioni da parte dei dipendenti pubblici, oltre che di reperire la documentazione dispersa nei vari enti della pubblica amministrazione: quello che oggi si chiama AARO (All-domain Anomaly Resolution Office), che non viene peraltro sostituito dalla nuova iniziativa, tanto che la stessa pagina web richiama e rimanda al sito dell’AARO.

L’esame del materiale appena rilasciato, così come di quello che seguirà, da parte degli studiosi civili è appena iniziato. Da un primo sguardo veloce, pur risultando un certo numero di casi dal Medio Oriente e da qualche paese europeo, non sembrano esserci segnalazioni raccolte o arrivate dall’Italia (mentre almeno una era stata pubblicata dall’AARO).

È appena il caso di segnalare che, a differenza di tutto quanto ufficialmente pubblicato negli ultimi anni, che sembrava evitare la vecchia denominazione di “oggetti volanti non identificati” per sostituirla con la più neutra “fenomeni aerei (e poi fenomeni anomali) non identificati”, questa nuova pagina Internet riprende e utilizza la storica sigla UFO.

Hynek: 40 anni dalla morte

Esattamente quarant’anni fa, il 27 aprile 1986, moriva l’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek, a lungo portabandiera dell’ufologia di orientamento scientifico. Lo ricordiamo con una sintesi dei suoi viaggi in Italia nella prima metà degli anni ’80, quando diversi di noi ebbero occasione di incontrarlo.

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Dopo la clamorosa visita in Italia dal 18 al 21 maggio 1978, per promuovere l’edizione italiana del suo libro Rapporto sugli UFO (Mondadori) e partecipare al 6° Congresso dei gruppi di ricerca del Giornale dei misteri a Firenze, Joseph Allen Hynek venne nel nostro paese per ragioni ufologiche altre quattro volte.

Della prima esiste pochissima documentazione e non di prima mano: stando ai giornali romani, partecipò al II Festival internazionale dei poeti, organizzato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Roma, con una conferenza su “La sfida dell’intelligenza extraterrestre”, nella serata dedicata all’astronomia (relatori anche Marcello Fulchignoni e Franco Pacini, il 23 luglio 1980), seguita da un folto pubblico.

La seconda fu nel gennaio 1983, ospite della RAI sul TG2 dell’8 gennaio e poi nel programma pomeridiano Il dado magico, condotto da Peter Kolosimo, oltre che intervistato dall’ANSA per un comunicato stampa poi diffuso il 13 gennaio.

L’anno successivo Hynek tornò in Italia ben due volte, a distanza di pochi mesi. Sempre per un programma RAI, venne a Roma il 12 e 13 marzo 1984, facendo due apparizioni nel programma di Enrica Bonaccorti e Mino Damato, Italia sera, partecipando ad un incontro con la sezione romana del CUN (presenti tra gli altri Stefano Innocenti e Massimo Pigliucci), per poi trasferirsi a Torino il 14, dove chi scrive gli organizzò un’intervista su Stampa Sera, una cena sociale con la sezione torinese (alla quale parteciparono fra gli altri Gianni Settimo, Camillo Michieletto, Gian Paolo Grassino, Edoardo Russo) e la visita alla nostra sede in via Briccarello 6, che all’epoca ospitava la segreteria e gli archivi del Centro Ufologico Nazionale.

La seconda volta fu pochi mesi dopo, per partecipare come ospite d’onore al 3° Convegno nazionale del CUN, tenutosi dal 4 al 6 maggio presso la Fiera internazionale di Genova.
Di quella doppia visita in Italia Hynek scrisse un resoconto, pubblicato sull’International UFO Reporter, ricco di complimenti per «la portata del lavoro, l’organizzazione e soprattutto il gruppo così piccolo di volontari che riescono a fare così tanto», dilungandosi sulle varie attività, pubblicazioni e persone (le stesse che alla fine dell’anno successivo prenderanno una diversa strada: quella del Centro Italiano Studi Ufologici).

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Nella foto, dall’alto in basso:
– J. Allen Hynek fotografato a Torino (14 marzo 1984)

– Hynek al congresso di Firenze (20 maggio 1978) insieme al giornalista e interprete Paul House [foto di Mario Cerrato]
– la firma di Hynek sul libro degli ospiti e delle presenze nella nostra sede (14 marzo 1984)
– J. Allen Hynek con Antonio Ribera a Genova (6 maggio 1984)

 

 

 

5.000 avvistamenti UFO in Europa in un anno — e nessun sistema comunitario di monitoraggio

di Charles-Maxence Layet (CIPO) e Edoardo Russo (CISU)
per la 3° Giornata europea degli UAP – 20 marzo 2026

L’Europa ha già realizzato infrastrutture condivise per il controllo del traffico aereo (Eurocontrol), la sorveglianza spaziale (programmi dell’ESA) e il monitoraggio climatico (Copernicus). Perché non farlo anche per i fenomeni aerei non identificati nello spazio aereo transfrontaliero europeo?

Nel 2024, in tutta Europa sono stati segnalati più di 5.000 avvistamenti di fenomeni aerei non identificati (UAP) — non da agenzie governative, ma da 23 organizzazioni civili indipendenti. (1)

Questa cifra, tratta dal neonato ecosistema Euro UFO Index, non è aneddotica. È il risultato di un crescente sforzo continentale volto a consolidare le segnalazioni provenienti da associazioni nazionali, gruppi scientifici e piattaforme di segnalazione dei cittadini. In tutta Europa, dalla Scandinavia all’Italia, dalla Germania al Belgio, queste organizzazioni documentano collettivamente migliaia di casi ogni anno – parte di un dataset più ampio che supera le 33.000 osservazioni in 40 paesi tra il 2019 e il 2024. (2)

Quanti di questi avvistamenti vengono effettivamente registrati, verificati e indagati dalle autorità europee?

MANCANZA DI DATI NELLO SPAZIO COMUNITARIO

L’Unione Europea ha creato sistemi integrati per la sicurezza aerea, il monitoraggio satellitare e la sorveglianza climatica. Attraverso strutture come Eurocontrol e Copernicus, sta monitorando aeromobili, emissioni e detriti orbitali quasi in tempo reale. Ma quando si tratta di oggetti non identificati nello spazio aereo europeo, non esiste nulla di equivalente. Non esiste un protocollo di segnalazione a livello UE, né una banca dati centralizzata, né un coordinamento tra gli Stati membri.

L’Europa si affida a un mosaico di approcci nazionali isolati: la maggior parte di essi è minima, alcuni sono opachi, molti inesistenti. Il GEIPAN francese, un’unità sotto l’ombrello del Centro Nazionale di Studi Spaziali (CNES), rimane una notevole eccezione in ambito ufficiale, con decenni di analisi pubblica dei casi e dati aperti. Ma con risorse proprie troppo scarse per avere un impatto reale.

Il risultato è un sistema duale frammentato di conoscenza degli UAP: una fitta rete di citizen science e di reti civili raccoglie molti più dati rispetto alle istituzioni pubbliche nazionali ed europee. Questa asimmetria informativa e la grave mancanza di dati ufficiali hanno generato sempre più punti ciechi strategici. Migliaia di osservazioni costituiscono un enorme insieme di dati sottoutilizzati per la scienza atmosferica, l’analisi dei sensori e gli studi sulla percezione. Inoltre, gli oggetti non identificati nello spazio aereo controllato – che si tratti di droni, sistemi di sorveglianza stranieri o fenomeni sconosciuti – rappresentano un fallimento della consapevolezza situazionale. Nell’autunno del 2025, l’allerta UAP nel Baltico sopra lo spazio aereo danese, belga, tedesco e svedese ha messo a nudo la debolezza dell’Europa nel raccogliere, correlare e interpretare rapidamente minacce ibride e incursioni ambigue di eventi aerei anomali a cavallo dei confini nazionali.

ELEFANTI (SCONOSCIUTI) NEI CORRIDOI (AEREI)

Da settembre a novembre 2025, la presenza di molteplici oggetti sopra infrastrutture critiche ha innescato un monitoraggio precauzionale dello spazio aereo in tutta la regione baltica. L’ondata di avvistamenti è  iniziata il 22 settembre sopra gli aeroporti di Copenaghen e Oslo, estendendosi poi alle strutture militari. L’ipotesi di una barriera anti-droni si è imposta all’ordine del giorno nel successivo vertice europeo. (3) In ottobre, le incursioni non identificate si sono concentrate sulla Germania, ritardando le attività negli aeroporti di Berlino e Monaco. Sono proseguite a novembre sopra gli aeroporti di Svezia e Belgio. Avvistamenti di droni di origine sconosciuta sono stati segnalati anche sopra l’aeroporto di Dublino e su una base navale nucleare in Francia a dicembre. (4)

Il dibattito sugli UAP è spesso inquadrato in termini culturali: credenze, speculazioni, stigma. Ma i tempi stanno cambiando. In tutto il mondo, un numero crescente di responsabili politici, dal Giappone, dalla Cina, dal Congresso degli Stati Uniti naturalmente, ma anche dai deputati del Parlamento europeo, sta valutando l’importanza di una  questione che si colloca all’incrocio tra sicurezza dello spazio aereo, intelligence della difesa, sicurezza dell’aviazione civile,  ricerca scientifica. Gli UAP non sono più una questione marginale, ma una questione di governance.

Josef Aschbacher, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha recentemente sollevato la sua voce contro questo punto cieco istituzionale. Ha indicato che il tema degli UAP “merita probabilmente maggiore attenzione e investimenti”, sottolineando la mancanza di un budget specifico per una ricerca strutturata. (5)

Le risposte della Commissione Europea all’Europarlamento chiariscono un punto: gli UAP non sono attualmente trattati come un ambito politico specifico a livello dell’UE. Ma i dati – e le segnalazioni– si stanno accumulando. Solo in Belgio, la hotline sugli UFO ha registrato 237 avvistamenti di oggetti volanti non identificati nel 2025, compresi gli 11 avvistati vicino a basi militari e aeroporti nel mese di novembre. (6)

 

LA NECESSITÀ DI UNA CASSETTA DEGLI ATTREZZI COMUNITARIA SUGLI UAP

In termini operativi, gli avvistamenti di UAP si sovrappongono a categorie note di rischio ibrido, quali droni o piattaforme a bassa osservabilità, sistemi aerei non registrati, interferenze con i sensori, anomalie atmosferiche o elettromagnetiche che influenzano i sistemi di rilevamento. Ciascuno di questi elementi può mettere alla prova le catene di risposta o creare ambiguità nel processo decisionale. Tale ambiguità è proprio il terreno delle minacce ibride.

In altri ambiti – sicurezza informatica, disinformazione, infrastrutture critiche – l’UE ha sviluppato toolbox ibridi: quadri flessibili e intersettoriali che combinano strumenti civili, tecnologici e di sicurezza. Gli UAP e le loro presunte tecnologie avanzate duali richiedono ora un approccio simile.

Una tale “cassetta degli attrezzi europea” per gli UAP potrebbe operare in quattro ambiti di intelligence dei dati: protocolli di segnalazione standardizzati tra gli stati membri; cooperazione strutturata con le organizzazioni civili accreditate (i cui dati rappresentano già una quota significativa della capacità di osservazione dell’Europa); supporto alla consapevolezza situazionale attraverso una banca dati transfrontaliera accessibile alle autorità nazionali, alle agenzie aeronautiche e agli attori della difesa;  l’implementazione di un accesso sicuro ma aperto a set di dati anonimizzati per la ricerca e la trasparenza, consentendone l’utilizzo da parte delle istituzioni e dei privati (citizen science) pur mantenendo i vincoli di sicurezza e privacy.

Oggi una segnalazione di un pilota in Danimarca, un’anomalia radar in Germania e un’osservazione civile in Francia possono seguire percorsi di segnalazione completamente diversi. L’istituzione di un modulo di segnalazione comune dell’Unione Europea per le anomalie aeree sarebbe un primo passo decisivo, che consenta a piloti, controllori del traffico aereo e cittadini di segnalare le anomalie in un formato strutturato. Questo aprirebbe la strada al passo successivo: l’integrazione con i canali di sicurezza aerea, fondendoli con flussi di input opzionali provenienti da radar, satelliti e dati osservativi.

 

Dalla sicurezza informatica al rischio climatico, l’UE ha dimostrato la sua capacità di migliorare notevolmente il coordinamento quando si trova di fronte a lacune sistemiche. L’ignoto nel nostro cielo comune è anche una questione di politica pubblica. Perché le istituzioni dell’Unione Europea dovrebbero rimanere strutturalmente impreparate ad affrontarlo?

 

(1) https://www.euroufo.net/euroufo-index

(2) https://www.uapcheck.com/news/id/3239/european-uap-sightings-in-2019-2024-towards-a-broader-and-more-inclusive-euro-ufo-barometer/

(3) https://en.wikipedia.org/wiki/2025_European_drone_sightings

(4) https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-drone-wall-plan-crash-eu-reality/

(5) https://uapcoalitienederland.nl/en/esa-director-josef-aschbacher-uap-telegraaf

(6) https://www.brusselstimes.com/1904444/reports-of-ufos-sightings-on-the-rise-in-belgium-with-spike-reported-in-march

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su UapCheck.org, viene pubblicato in contemporanea in 13 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Copyright: UAP Check

[Immagine di copertina by Andrea Bovo]

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[*] Charles-Maxence Layet è uno scrittore e giornalista scientifico specializzato in nuove tecnologie energetiche e cosmo elettromagnetico. Ex assistente parlamentare europeo dal 2009 al 2024, è stato caporedattore ed editore di “Orbs Special Contact”, un libro dedicato agli UFO e all’ipotesi  extraterrestre. Il suo percorso si concentra principalmente sulle dimensioni umane, mediatiche, sociali e politiche del fenomeno UAP. È anche membro delle organizzazioni francesi SCEAU, CARE e CIPO e ha diretto la sezione politica di UAP Check. Il suo libro «La primavera degli UFO» (First, 2025) è uscito a marzo 2025.

 

Terza Giornata Europea degli UAP

 

Il 20 marzo 2026 è il secondo anniversario dello storico incontro su “Gli UAP nello spazio aereo europeo”, organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, che venne ribattezzato come prima “Giornata europea degli UAP”. Può essere una buona occasione per riassumere quali sviluppi del panorama ufologico europeo si sono verificati nei dodici mesi trascorsi dal precedente anniversario.

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Proprio il 20 marzo 2025, nell’ambito di un’iniziativa collettiva senza precedenti, l’articolo di Charles-Maxence Layet intitolato «Autonomia strategica europea e fenomeni aerospaziali non identificati», pubblicato su UAP Check (e per l’Italia sul sito del CISU), è stato diffuso in 11 lingue diverse sui siti web di 14 organizzazioni nazionali che si occupano di UFO in tutta Europa (ed è stato persino ripubblicato oltreoceano dal J. Allen Hynek Center for UFO Studies).

Il 10 aprile, un appello congiunto rivolto al nuovo Parlamento Europeo affinché intervenga in materia di UAP in linea con i propri obiettivi, valori, mandati e priorità (firmato e presentato dai rappresentanti di 15 organizzazioni nazionali dedicate agli UAP nell’ottobre 2024) ha dato vita a una più ampia campagna di sostegno pubblico: La UAP Coalition Netherlands ha invitato cittadini e organizzazioni a esercitare congiuntamente pressione sull’Europarlamento, scrivendo ai rispettivi membri del nuovo parlamento per chiedergli di adottare misure concrete verso una maggiore trasparenza e una ricerca seria sugli UAP, quali la raccolta di dati (con un sistema centralizzato europeo), la ricerca scientifica (con finanziamenti per studi multidisciplinari) e l’integrazione delle politiche (con protocolli di aviazione e sicurezza).

Come si vedrà, in effetti l’organizzazione olandese UAP Coalition è stata costantemente la capofila di varie iniziative rivolte alle istituzioni dell’Unione Europea.

Il 30 aprile, i rappresentanti della UAP Coalition hanno avuto il primo incontro con l’europarlamentare tedesco Fabio De Masi, il quale a dicembre aveva presentato un’interrogazione alla Commissione UE sulle informazioni disponibili sui fenomeni aerei non identificati (UAP) in relazione alle infrastrutture critiche degli Stati membri. Durante l’incontro di due ore sono state discusse diverse questioni critiche, fra le quali: stigma e salute mentale (l’impatto psicologico su piloti e professionisti e la necessità di una cultura di segnalazione sicura), sicurezza aerea (i rischi legati a fenomeni non identificati nello spazio aereo europeo), cooperazione (azioni concrete per una maggiore trasparenza e cooperazione a livello dell’UE).
Gli stessi argomenti sono stati affrontati il 24 settembre, durante un altro incontro dei funzionari dell’UAPC con l’eurodeputato austriaco, Lukas Mandl

Il 20 luglio l’ufologia europea è stata protagonista del simposio annuale organizzato dal Mutual UFO Network (MUFON) a Cincinnati, negli USA: Edoardo Russo (Italia) è stato l’ospite straniero dell’anno, con una relazione sulle “Nuove prospettive negli studi sugli UAP dal Vecchio Continente”: l’esistenza in Europa di oltre 40 paesi diversi (che parlano decine di lingue diverse) ha comportato difficoltà di comunicazione ma anche una grande varietà e ricchezza di approcci e iniziative, che sono stati presentati ai colleghi americani spesso ignari della scena europea: strumenti di realtà aumentata per le indagini sul campo, tecniche di intervista basate sulla psicologia cognitiva, nuovi pacchetti software specificamente ideati per l’analisi fotografica degli UFO e per l’identificazione automatica degli IFO, la classificazione automatica dei casi tramite text mining e machine learning, nuovi sistemi integrati per il monitoraggio automatico del cielo e il rilevamento degli UAP, digitalizzazione massiva della letteratura ufologica, motori di ricerca su bibliografie specializzate, strumenti di intelligenza artificiale per scopi archivistici, chatbot ufologici.

Il 10 settembre, la UAP Coalition ha presentato alla Commissione europea un parere collettivo sulla Legge Europea per la Ricerca (ERA), firmato da 24 scienziati e ricercatori provenienti da 14 paesi, nell’ambito di un’altra iniziativa congiunta supportata dalla rete UAP Check. L’iniziativa legislativa mira a garantire uno spazio europeo della ricerca che risulti resiliente e inclusivo: il contributo ufologico si è concentrato su una questione fondamentale: lo stigma come barriera sistemica, che scoraggia i ricercatori dal richiedere finanziamenti e ostacola l’accesso alle infrastrutture di ricerca essenziali. Il documento ha avanzato quattro proposte concrete alla Commissione Europea: promuovere la curiosità (per incoraggiare una ricerca aperta e imparziale), linee guida anti-stigma (con lo sviluppo di quadri di riferimento per valutatori e finanziatori), sostegno alla ricerca esplorativa (creando uno spazio per i campi controversi o emarginati), reti inclusive (per stimolare la collaborazione interdisciplinare), accesso equo (per garantire l’accesso alle infrastrutture, indipendentemente dal settore di ricerca).
Nei mesi successivi, altri ricercatori hanno aderito all’iniziativa e il numero totale di firme è salito a 36 a  fine gennaio.

Pochi giorni dopo, il 26 settembre, la UAP Coalition ha presentato un contributo alla consultazione pubblica su un altro tema rilevante: la Legge Spaziale dell’UE, suggerendo che essa dovrebbe includere: riconoscimento esplicito (inclusione degli UAP nei testi normativi), obbligo di segnalazione (obbligo per i vari operatori di segnalare i fenomeni non identificati), sinergia (utilizzo dei sistemi di monitoraggio esistenti per il rilevamento degli UAP), trasparenza (raccolta centralizzata dei dati senza l’effetto ostacolante dello stigma).

Nel fine settimana dal 24 al 27 ottobre si è tenuto il terzo Simposio SOL, organizzato per la prima volta in Europa dalla Fondazione SOL americana: tre giorni intensi di conferenze e incontri, con oltre 20 relatori provenienti dal mondo accademico, governativo, della società civile e del settore privato, oltre a 440 ospiti da tutto il mondo nella località turistica di Baveno, sul Lago Maggiore (Italia), hanno reso questo evento probabilmente il principale evento europeo dedicato agli UAP nel 2025.

Come diretta conseguenza del proprio contributo alla Legge Europea per la Ricerca (ERA), la UAP Coalition ha ottenuto un incontro di consultazione con la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea il 19 dicembre. Accompagnati dal prof. Anders Warell e dalla dott. Beatriz Villarroel, hanno chiarito che un mercato europeo integrato della ricerca è irraggiungibile fintanto che lo stigma ostacola il progresso in campi non convenzionali come quello degli UAP.

Il 24 dicembre è stato pubblicato l’annuale «Barometro UFO europeo»  curato da Philippe Ailleris:  da diversi anni viene pubblicata dal collettivo EuroUFO.net una panoramica annuale delle segnalazioni di UFO raccolte dalle principali organizzazioni europee che si occupano di UFO, ma l’edizione 2025 ha mostrato un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti: altre cinque organizzazioni nazionali hanno aderito all’indagine e due raccolte internazionali hanno contribuito a raggiungere l’inedito totale di 33.600 segnalazioni provenienti da 40 paesi europei per gli anni 2019-2024.

Il 31 dicembre, infine, EuroUFO.net e UAP Check hanno pubblicato il primo risultato di un’altra iniziativa congiunta: l’Euro UFO Index: un catalogo di segnalazioni e notizie relative a presunti avvistamenti UFO nei  paesi europei. Per la prima volta in assoluto, 23 associazioni ufologiche nazionali europee   (oltre a due organizzazioni internazionali) si sono accordate per  condividere i propri set dati al fine di creare uno strumento di riferimento comune. La prima versione sperimentale si limita alle segnalazioni di avvistamento  relative all’anno 2024 e ai soli dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione di provenienza) ma, una volta completata la fase preliminare, l’Euro Ufo Index verrà esteso a un arco temporale più ampio (a partire almeno dal 1947) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione. Per intanto  sono già state indicizzate più di 4.000 segnalazioni provenienti da 43 nazioni diverse per quel singolo anno e si prevede che il totale raggiunga le 5.000, dopo l’aggiunta di alcune altre raccolte nazionali.

Il 2025 è  stato indubbiamente un’annata intensa e profittevole per l’ufologia europea.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su EuroUfo.net, viene pubblicato in contemporanea in 12 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Immagine di copertina by Andrea Bovo

Geo-localizzazione degli avvistamenti: l’esempio della Puglia

Il Centro Italiano Studi Ufologici è lieto di presentare il primo esempio di geo-localizzazione dell’intera raccolta casistica in una regione italiana.

E’ la Puglia a tagliare il traguardo, mettendo on line tutto il catalogo regionale di avvistamenti che Lello Cassano ha costruito in quasi quarant’anni di impegno continuo, già pubblicato sotto forma di libro nel 2022 (UFO sulla Puglia, Edizioni UPIAR)

Sono quasi 1.000 i casi pugliesi per ciascuno dei quali è già possibile rintracciare la località e, a partire da quella, leggere il resoconto dell’avvistamento, rilevare la data e il luogo, scoprire quali sono le fonti documentarie, se ci sono ipotesi di identificazione, in alcuni casi visionare il disegno o la foto del fenomeno.

La geo-localizzazione degli avvistamenti UFO era finora offerta solo da alcune organizzazioni internazionali (ad esempio: Enigma Labs, prossimamente il MUFON) come incentivo ai testimoni per conoscere quale altre segnalazioni siano eventualmente arrivate dalla stessa località, anche in passato.

Il nuovo servizio è accessibile da una pagina specifica sul sito del CISU.

2025: anno record di avvistamenti in Germania

Nel 2025, il CENAP (Centralen Erforschungs-Netz außergewöhnlicher Himmels-Phänomene,  Rete Centrale di Ricerca sui Fenomeni Celesti Straordinari) ha registrato un nuovo record: le 1.348 segnalazioni ricevute hanno portato il numero totale di avvistamenti UFO/UAP segnalati in Germania a 13.000 dalla sua istituzione.

Gli avvistamenti UFO/UAP sono aumentati da quando è stato istituito il CENAP, ma questi numeri record continuano una tendenza iniziata nel 2019 e dovuta in gran parte all’aumento dell’attività spaziale sopra l’Europa. Il grafico seguente mostra il numero di segnalazioni di avvistamenti ricevute dal CENAP a partire dal 2018.

La mappa sottostante mostra la distribuzione degli avvistamenti segnalati in Germania.

Si è registrato un aumento uniforme delle segnalazioni di avvistamenti in tutte le regioni.

 

Starlink e detriti spaziali dominano le statistiche.

I satelliti Starlink di SpaceX sono la causa principale del crescente numero di segnalazioni, con il caratteristico treno di Starlink al lancio di un lotto di satelliti che continua a creare molta confusione. Tuttavia, anche altri fenomeni spaziali causano questi errori di identificazione.

Rientri di detriti spaziali, accensioni di stadi di razzi in orbita e detriti in fiamme sono spesso segnalati come oggetti inspiegabili.

Un esempio spettacolare si è verificato il 24 marzo 2025, quando uno stadio di razzo si è acceso sopra la Germania e i cristalli di combustibile congelato hanno brillato alla luce del sole. Ciò ha spinto a scattare numerose foto e video.

L’immagine seguente mostra uno di questi fenomeni.

 

Il ruolo della documentazione tramite smartphone

 Lo sviluppo tecnologico è stato notevole. Nel 2025, abbiamo ricevuto 1.506 foto e 673 video di avvistamenti segnalati. Sebbene gli smartphone siano diventati lo strumento di documentazione più importante, presentano anche i loro limiti. Immagini sfocate quando si fotografano stelle e pianeti, insetti volanti, uccelli, aerei, elicotteri e soprattutto droni caratterizzano generalmente questo materiale fotografico.

 

I droni come crescente fonte di errori di identificazione

Negli ultimi cinque anni, si è registrato un continuo aumento anche degli avvistamenti di droni.

I droni privati, industriali, agricoli, di polizia e dei servizi di soccorso vengono sempre più spesso scambiati per UFO/UAP. Questo sviluppo riflette la rapida diffusione dei sistemi aerei senza pilota, come mostrato nella tabella seguente.

 

Elevato tasso di identificazione

Delle 1.348 segnalazioni del 2025, solo dieci casi sono rimasti irrisolti a causa di dati insufficienti. Due segnalazioni si sono rivelate bufale deliberate. Come negli anni precedenti, non sono stati registrati casi che indicassero una natura esotica o extraterrestre. Infatti, presunte caratteristiche di oggetti anomali possono essere riscontrate in avvistamenti identificati, per ragioni dovute alla percezione e all’interpretazione dei testimoni.

Un esempio degno di nota si è verificato nell’agosto del 2025, quando un pilota di un Cessna 172 ha sorvolato un presunto “oggetto di Mossul” a una distanza di soli 15 metri sopra la Baviera (vedi foto qui sotto).

Questo tipo di eventi è comunemente definito “quasi collisione”. La spiegazione è stata un pallone aerostatico con pareti argentate a un’altitudine di 3.000 piedi; ciò conferma che anche gli osservatori più esperti non sono sempre in grado di classificare immediatamente oggetti di uso quotidiano.

 

Conclusione: il metodo scientifico dimostra la sua efficacia

La sintesi del 2025 conferma che la ricerca sistematica, l’analisi tecnica e la valutazione critica chiariscono quasi tutte le segnalazioni UFO: la maggior parte dei fenomeni presumibilmente inspiegabili si rivelano sistematicamente oggetti terrestri o fenomeni atmosferici o spaziali noti.

Il rapporto statistico annuale completo, in tedesco e inglese, può essere scaricato dal sito web del CENAP a questo link.

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Hansjürgen Köhler è uno dei fondatori del CENAP (Centralen Erforschungs-Netz außergewöhnlicher Himmels-Phänomene) a Mannheim  nel 1973, è stato a lungo co-redattore della sua rivista “CENAP-Report” e coordina “UFO Meldestelle” la linea verde telefonica per segnalazioni UFO in Germania, che ha finora raccolto oltre 10.000 segnalazioni di testimoni.

 

 

Revisione della traduzione dall’inglese a cura di Piero Zanaboni

Campagna CISU 2026

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha lanciato la consueta campagna adesioni 2026, per il suo 41° anno di attività.
Il CISU è infatti un’associazione culturale, basata sul volontariato dei propri soci e collaboratori. Chiunque sia interessato ad un approccio razionale e scientifico al problema UFO può contribuire.
Esistono vari ambiti nei quali ciascuno può partecipare, più o meno attivamente, a seconda delle proprie inclinazioni e disponibilità: indagini su segnalazioni di avvistamento locali, ricerche d’archivio, aree specifiche di approfondimento e studio, di solito in coordinamento con i responsabili locali dell’associazione.
Esistono gruppi di lavoro e diverse mailing list di collegamento fra i volontari interessati o attivi su tematiche specifiche. I principali progetti di catalogazione e ricerca in corso sono indicati qui
Dal 1986, il CISU organizza annualmente un convegno, che a volte è aperto al pubblico ed a volte riservato agli iscritti (l’ultimo si è tenuto a Torino  il 22 novembre scorso, mentre l’elenco dei precedenti è consultabile qui) e una carrellata video è visualizzabile sul canale YouTube @UFOitaly.
Da 40 anni il Centro Italiano Studi Ufologici pubblica una rivista  che, senza lasciare spazio al sensazionalismo, offre una panoramica ragionata dello studio ufologico in Italia e nel mondo, ed è affiancata da una collana di monografie (Documenti UFO) e dai libri tecnici pubblicati dalle Edizioni UPIAR. Agli iscritti è inoltre riservata una circolare telematica di collegamento, che riporta le attività in corso da parte dei soci e dei collaboratori.
Soci e collaboratori del CISU hanno poi diritto ad uno sconto del 15%-20% sull’acquisto di tutti i libri pubblicati o distribuiti sul sito UPIAR Store.
Lo statuto e il regolamento del Centro Italiano Studi Ufologici sono consultabili qui e qui.

Il Manuale di metodologia d’indagine ufologica è scaricabile qui.
Il codice etico del CISU è pubblicato qui.

Per fare domanda e diventare Collaboratore del CISU basta scaricare e compilare questo modulo, e restituircelo a mezzo e-mail (cisu@ufo.it), fax (011545033) o posta ordinaria (CISU, casella postale 82, 10100 Torino).

Euro Ufo Index: un catalogo europeo

EuroUFO.net e UAP Check hanno lanciato una nuova iniziativa congiunta: Euro Ufo Index, il catalogo di segnalazioni e notizie di presunti avvistamenti UFO nei paesi europei.

Per la prima volta in assoluto, 20 organizzazioni nazionali UFO di tutta Europa (oltre a due internazionali) hanno concordato di condividere i propri archivi per creare un catalogo condiviso.

La prima versione sperimentale è limitata alle segnalazioni di avvistamento del 2024 e ai dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione fornitrice).

Una volta completata la fase di test, l’Euro Ufo Index sarà esteso a un intervallo temporale più lungo (dal 1947 o prima) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione.

Nel frattempo, sono già state indicizzate più di 3.000 segnalazioni  del solo 2024, provenienti da 43 nazioni diverse, e si prevede che il totale raggiungerà quota 5.000 nelle prossime settimane, dopo l’aggiunta di tre raccolte nazionali.

Il motore di ricerca è accessibile dalla pagina Euro Ufo Index sul sito web EuroUFO.net.

Le organizzazioni attualmente partecipanti sono elencate in una pagina dedicata.

Il nuovo film di Spielberg: che sta succedendo?

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Ospitiamo un editoriale del Direttore per lo Sviluppo Internazionale del Mutual UFO Network (MUFON), ispirato dalla campagna di lancio del nuovo film a soggetto ufologico di Steven Spielberg.

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Chiunque sia al corrente di ciò che accade in questo momento nel “mondo degli UFO” sa che Steven Spielberg sta tornando nel campo dei film sugli UFO/UAP dopo diversi decenni e dopo i suoi incredibili successi con “E.T.“ e “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”.

Ma la domanda è: perché ora?

Personalmente penso che “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” sia stato un enorme successo hollywoodiano e mi abbia trascinato in questa comunità sulla base delle mie esperienze personali, che Spielberg sembrava comprendere.

Non voglio certo fare qui della pubblicità gratuita a Spielberg perché non conosco le sue motivazioni, a parte il fatto che deve  portare soldi alla casa di produzione.  Senza dubbio il film sarà un grandissimo successo e sicuramente potrà modificare l’opinione pubblica in una certa direzione.

Ma fate attenzione al prestigiatore che vi mostra la mano sinistra mentre la sua destra vi svuota le tasche. Spielberg fa forse parte del complotto?

Inoltre, è solo la solita promozione del prodotto,  conoscendo il pubblico?  Hollywood ci campa! Gli UFO/UAP sono l’argomento più caldo dell’universo in questo momento perché il pubblico desidera risposte, e sembra esserci una lenta divulgazione da parte del governo e dei suoi vari portavoce che la rivelazione (la “disclosure”) potrebbe essere vicina.

O forse no?  Pensate a come il pubblico mondiale è stato sedotto dal caso 3i/ATLAS basandosi praticamente sul nulla. In questo periodo abbiamo a disposizione tutto  in ogni momento: Lue Elizondo e un cast di supporto composto da George Knapp, David Grusch, Chris Mellon, Hal Putoff, Eric Davis, Jeremy Corbell, Robert Bigelow e quelli del ranch Skinwalker, e – come se non fosse abbastanza – uno o due scienziati della Lockheed che affermano di aver fatto retro-ingegneria di strani oggetti, forse provenienti dal futuro (roba simile a quella misteriosamente scomparsa da un pacco postale indirizzato al MUFON, il che contribuisce ad aumentare il mistero e l’intrigo. Restate aggiornati! Ogni tanto ci derubano! Ma non è prevedibile, vero?)

Dal lato governativo, abbiamo sostenitori della trasparenza come i deputati Anna Luna, Tim Burchett, Andre Carson e i senatori Kirsten Gillibrand e il defunto Harry Reid, che hanno dato il via a tutto questo, finanziando l’AATIP che si è trasformato poi nel pasticciato, ma tutt’altro che inutile, All Domain Resolution Office (AARO). E non dimentichiamo poi nemmeno quelle persone che “pixelano” le foto della NASA. Abbiamo poi le infinite udienze al Congresso, l’ultima delle quali è stata tenuta dalla deputata Nancy Mace.

Se si torna ai giorni d’oro dell’ufologia, il NICAP contattava i nostri membri del Congresso già dalla fine degli anni ’50; eppure reinventiamo la ruota ogni 5 anni circa. Senza risultati, mai; a meno che non si abbia il privilegio di avere la risposta in un “briefing” del Congresso a porte chiuse in uno “SCIF” [1]… Siete fantastici! E perché niente per noi, per il pubblico? Da rotolarsi per terra, che casino!

Allora, cosa sta succedendo?

Spielberg è veramente un regista indipendente e il suo nuovo film, che si dovrebbe intitolare sulla “Disclosure”, è un’interpretazione realistica di un contatto alieno, o è solo propaganda per far sì che la comunità UFO/UAP continui a chiedere di più, per esigenze governative?

È interessante notare che, quando Spielberg aveva come consulenti J. Allen Hynek e Jacques Vallée per “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, Vallée  – brillantemente interpretato nel film dal compianto François Truffaut – all’epoca suggerì che forse non si trattava di alieni, ma di qualcosa di molto,  molto  diverso. E forse anche più esotico e anomalo. Io me lo ricordo e voi? All’epoca la risposta di Spielberg fu, in sostanza, che la gente voleva assolutamente gli extraterrestri. Penso che su questa discussione, 40 anni dopo, Vallee sia ancora dalla parte della ragione.

Forse è ancora più strano di quanto avessimo mai immaginato, e Spielberg sta finalmente recuperando il terreno perduto, o è lui a essere diretto da qualcuno? Spielberg sta insinuando che forse non si tratta affatto di alieni, ma di esseri umani provenienti da 500.000 anni nel futuro! (E perché questo numero? Perché non 100 o 1.000 anni da oggi?) Che grande cambiamento nel suo pensiero rispetto a quarant’anni fa! Ma è proprio il suo pensiero o sta diffondendo “la linea del partito”?

Le cose sono cambiate dagli anni ’80; da dove ha tirato fuori il numero di 500.000 anni? Di getto? O è a conoscenza di qualcosa che non sappiamo e che non conosceremo mai perché non facciamo parte della élite illuminata come lui?

La pubblicità iniziale del nuovo film di Spielberg è molto criptica, con la prima immagine che mostra quella che potrebbe sembrare una testa di uccello ma con un occhio umano. Questa, almeno, è la mia interpretazione. Forse si tratta del ritorno dei dinosauri? Spero proprio che non sia una storia ambientata nel Giurassico!

Ciò nonostante, sembra suggerire un accenno all’evoluzione umana e un completo cambiamento dal suo “Incontri ravvicinati” con gli alieni negli anni ’80. Inoltre, in un certo senso, ci spinge verso la teoria del viaggio nel tempo. Gli alieni siamo noi stessi  da un futuro molto, molto lontano?

Il governo sta forse forzando la mano con strumenti umani, sotto forma di informatori, preparandoci a qualche rivelazione? Sta interrompendo o addirittura distruggendo i loro piani di divulgazione.

È un gigantesco ammasso incomprensibile… E anche se così fosse, chi sarebbe in controllo: i governi o le “gole profonde” che ribaltano tutto? Immagino che i “rivelatori” siano i primi a perderci!

E cosa succederà dopo?

C’è una certa angoscia nella riluttanza a rivelare tutto. Ma perché? In alcuni ambienti, tra cui alcuni importanti portavoce ufologici, si insinua che la realtà dietro a chi sta manovrando questi UFO/UAP sia così terribile che il pubblico non sarebbe in grado di assimilarla tutta in una volta.

Se questo fosse vero, ci troveremo certamente di fronte a una realtà oscura e distopica che, quando la rivelazione avesse effettivamente luogo, potrebbe anche distruggere la nostra civiltà!

O invece  è tutta una “PsyOp” [2] ?

In ultima analisi  – considerando che storiche organizzazioni di base libere e aperte, come MUFON e NUFORC, sono sotto attacco come mai prima d’ora, con l’improvvisa comparsa di uffici del Dipartimento della Guerra (come l’AARO), altre agenzie governative seriamente sospettate e di fatto ignorate (come la NASA) e  misteriose società private come Enigma Labs (finanziata dal miliardario Peter Thiel, che ha contratti multimiliardari con il Dipartimento della Guerra tramite la sua società Palantir) – VOI, cioè il pubblico, la “gente della strada,” dovreste essere molto, molto, molto preoccupati che questa possa essere la più grande “PSYOP” nella storia dell’umanità.

Una tempesta perfetta di cooperazione tra governo, esercito, mass media, mondo dello spettacolo e industria ,concepita per nascondere la verità a tutti noi.

Fate molta attenzione quando inviate la vostra segnalazione UFO. Volete che finisca in inutili buchi neri come AARO, NASA, Enigma Labs o, peggio ancora, piccole start-up che vanno e vengono come l’“International UFO Bureau”, o volete che un’organizzazione affermata come il MUFON, con oltre 700 investigatori certificati sul campo e con esperienza sul campo, vi contatti in tempo reale per fare il lavoro, cioè vere e proprie indagini, a cui il governo non ha alcun accesso?

Noi facciamo dal 1969 il lavoro che prima faceva l’Aeronautica Militare! Il nostro database contiene 145.099 casi. E nessuno ci possiede! Nessuno!

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Note

[1] “Sensitive Compartmented Information Facility”, una stanza o edificio ultra-sicuro per informazioni classificate.

[2]      La traduzione di PSYOP (o PsyOp) è Operazioni Psicologiche (o Guerra Psicologica), indicando campagne strategiche militari e di intelligence che usano la comunicazione per influenzare le emozioni, le motivazioni e il comportamento di gruppi target (nemici, neutrali, alleati) al fine di raggiungere obiettivi politici e militari, sfruttando spesso disinformazione, propaganda e manipolazione mediatica, sia on, sia off-line.

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Bob Spearing è Direttore dello sviluppo internazionale del Mutual UFO Network. Laureato alla Fordham University con un B.A. in Comunicazione, con specializzazione in Giornalismo e Produzione Cinematografica, è andato in pensione dalla Port Authority di New York e New Jersey dopo 34 anni, dove ha ricoperto vari ruoli. E’ entrato a far parte di MUFON nel 2014 come Field Investigator e in seno a quell’associazione ha svolto diversi incarichi e progetti, ha pubblicato molti articoli ed è apparso in vari programmi televisivi.

 

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Revisione della traduzione automatica a cura di Piero Zanaboni